Un dono per tutta la vita. Ovvero: tutto sull’allattamento.

E’ da un bel po’ che voglio pubblicare questo articolo ma per vari motivi, tra cui il lavoro, le nausee e la totale mancanza di lucidità mentale dovuta all’inizio di una nuova gravidanza, ho dovuto procrastinare per settimane. Ma ogni volta che parlavo di allattamento con qualcuno puntualmente saltavano fuori frasi come “a un mese voleva il seno ogni ora e il pediatra mi ha detto che almeno tre ore le deve tirare”, “ha preso il seno come un ciuccio, per lui è una consolazione”, “eh, sai se uno non ha la fortuna di avere il latte si può usare benissimo l’artificiale. Non è mai morto nessuno…” e io mi dicevo “devo assolutamente scrivere qualcosa sul libro di Gonzàles! Se tutti i genitori lo leggessero non crederebbero più alle stupidaggini che spopolano riguardo all’allattamento e tutti noi vivremmo in un mondo migliore”. Ok, magari adesso esagero.

Il libro di cui voglio parlare è “Un dono per tutta la vita” scritto dal pediatra catalano Carlos Gonzàles ed edito in Italia da Il Leone Verde (che, diciamocelo, pubblica libri all’apparenza un po’ fricchettoni ma davvero utili, interessanti e col magico potere di darci conforto quando brancoliamo nel buio perché, da deboli umani quali siamo e nonostante i pareri di chicchessia, i nostri piccoli sono fissi nel lettone e a noi, in fondo in fondo, ce piace).

Il libro, come dice il sottotitolo, è una vera e propria guida all’allattamento materno. Una lettura che dovrebbero distribuire o per lo meno consigliare in tutti i consultori, presso tutti i pediatri, ostetrici e asili nido del globo. E invece…

Gonzàles, che da quando sono diventata mamma, è uno dei miei idoli indiscussi (insieme a  Tyrion Lannister e Fabrizio De Andrè), ha messo nero su bianco tutto, ma proprio tutto quello che c’è sapere in fatto di allattamento materno. E lo ha fatto con grande semplicità e ironia, caratteristiche che contraddistinguono anche gli altri suoi scritti.

Questo libro non vuole convincere le madri ad allattare, ma aiutare coloro che vorrebbero farlo a riuscirci. Il titolo è molto esplicativo, quindi chi preferisce dare il biberon può comprare altri libri. A qualcuno potrà sorprendere il fatto che sia proprio un uomo a scrivere un libro sull’allattamento. Non cercherò di nascondere, neanche per un minuto, che non ho mai allattato. Chi sa fare una cosa la fa, chi non la sa fare scrive libri.

C.Gonzàles, Un dono per tutta la vita, ed. Il leone verde, p. 8

Così termina l’introduzione. Non vorreste già averlo come pediatra per i vostri figli?! Io sì.

Il primo capitolo spiega da un punto di vista scientifico come viene prodotto il latte materno, la composizione fisica del seno, i vari ormoni che vengono tirati in ballo quando si tratta di nutrire i nostri figli. Tutto in modo molto comprensibile e spiritoso. Spiega inoltre che il corpo umano è progettato apposta per produrre latte, in modo da sfamare i cuccioli di uomo. Perché se fosse altrimenti ci saremmo estinti migliaia di anni fa, quando ciucci e biberon non esistevano ancora. Quindi avere il latte non è una fortuna. E’ la natura. Ma pensa te.

Il capitolo successivo spiega in dettaglio , con tanto di illustrazioni, come si fa ad allattare, cioè quali sono le posizioni corrette e come il bimbo si deve attaccare perché l’allattamento inizi e prosegua nel modo adeguato. Si parla inoltre di una delle chimere dei neo genitori, ossia il temutissimo quanto anelato allattamento a richiesta.

Molta gente ( madri, familiari, medici, infermiere) legge o sente questa cosa della richiesta e pensa “Sì, certo, non bisogna essere rigidi con le tre ore; se piange un quarto d’ora prima glielo si può dare o se sta dormendo non c’è bisogno di svegliarlo apposta”. O meglio: “Sì, certo, a richiesta, quel che ho sempre detto io, mai prima di due ore e mezzo né oltre le quattro”. Tutto questo non è a richiesta; sono solamente orari flessibili, che dopotutto non sono così deleteri come gli orari rigidi, ma continuano a causare problemi. A richiesta significa in qualsiasi momento, senza guardare l’orologio, senza pensare al tempo, sia che il bambino abbia poppato da cinque ore, sia che abbia poppato da cinque minuti. Però, come può avere ancora fame dopo cinque minuti? […] Magari aveva ingoiato aria e si sentiva infastidito, e ora ha fatto il ruttino e può continuare a poppare. […] O magari si è solo sbagliato , pensando di aver già mangiato abbastanza e ora ha cambiato idea. In qualsiasi caso solo quel bambino, in quel momento, può decidere se ha bisogno di poppare o no. 

C.Gonzàles, Un dono per tutta la vita, ed. Il leone verde, p. 38

Questa cosa di seguire gli orari può seriamente compromettere una buona riuscita dell’allattamento, soprattutto all’inizio oppure quando il bimbo inizia a voler più latte perché sta crescendo e il suo corpo richiede più energia. Ma non si sa perché la maggior parte dei pediatri non lo sanno. Oppure non vogliono dirlo e preferiscono prescrivere una bella aggiunta di latte artificiale. M i s t e r o.

Il resto del libro tratta esaurientemente tutti i problemi che si possono incontrare durante il percorso di allattamento, che, come dice Gonzales, normalmente (ossia in natura, ossia senza paranoie culturali createsi negli ultimi decenni e meticolosamente tramandate di generazione in generazione) dura tra i due e i quattro anni. Anni, non mesi.

Parla inoltre di malattie e farmaci e di come questi spesso siano compatibili con l’allattamento. Quindi bisogna prestare attenzione e non credere che non ci si possa curare perché si sta allattando. La salute della madre è importante quanto quella del suo bambino. A maggior ragione se questo dipende dal latte materno. Altri argomenti trattati sono il rientro a lavoro, il sonno dei bambini, l’allattamento in tandem ,lo svezzamento ( sul quale, tra l’altro ha scritto l’utilissimo “Il mio bambino non mi mangia”)e molti altri.

Insomma questa è la Bibbia dell’allattamento , un volume che tutte le persone che si apprestano a diventare genitori dovrebbero poter sfogliare e custodire con cura nella propria biblioteca per poterlo consultare nei momenti critici (che, realisticamente parlando, ci saranno eccome). Un libro da comprare per sé o regalare a chi aspetta, ma anche a chi un figlio ce l’ha già. Molto interessanti gli spunti che dà ad esempio riguardo allo smettere di allattare (di cui ho parlato in Come smettere di allattare una terribile dueenne. )

Riguardo allo svezzamento guidato, come lo chiama lui, le linee guida che dà sono su per giù queste:

  • deve essere un processo graduale. Bisogna agire a poco a poco
  • latte materno= affetto, contatto, conforto. Se si decide di svezzare bisogna sostituire il latte con altri mezzi, affinché il bimbo si senta amato e confortato (cioè leggere più libri, fare più giochi…insomma, è una cosa faticosa, forse addirittura più che allattare)
  • prevenire la richiesta. Una volta che il bimbo chiede il seno è inutile cercare di sviarlo su qualcos’altro. Quindi bisogna prestargli attenzioni prima che lui le chieda, perché se si sentirà stanco probabilmente chiederà di trarre conforto da ciò a cui è abituato: il latte.

Di libri su come si gestiscono i bambini ne ho letti tanti, ma mai nessuno mi è sembrato più valido e prezioso di questo. Perché è vero che tenere in fascia i piccoli e massaggiarli e farli dormire con noi è importantissimo, ma ancora più importante è il modo in cui li accogliamo in questo mondo e per un cucciolo di uomo appena nato cosa può esistere di più bello del caldo abbraccio della sua mamma e del dolce sapore di un latte creato apposta per lui e che contiene in sè, oltre a fondamentali sostanza nutritive, anche tutto l’amore e il contatto di cui ha bisogno?

Per questo l’allattamento è importante. Anche se vogliono farci credere che sia solo un’opzione, che sia più urgente sapere tutto sui passeggini trio o duo o su quale marca di ciuccio orientare la nostra scelta. Tanti genitori (non per colpa loro, eh) sono convinti che il proprio bebè debba viaggiare nel top del top delle carrozzine e non pensano che il latte materno sia il top del top del nutrimento possibile. Io lo trovo assurdo e penso che promuovere la cultura dell’allattamento sia solo il primo passo per crescere dei figli più umani, più sani (non solo a livello fisico) e più felici. E da un mondo popolato da tanta gente umana e felice credo che tutti ne trarrebbero guadagno.

Ditelo al pediatra.

P.S. riguardo al latte artificiale : qualche settimana fa ho letto un articolo su Altroconsumo che parlava degli alti livelli di olio di palma all’interno di varie formule. Vedete un po’ voi…

Olio di palma. La nostra inchiesta.

 

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