Le cose che odia di ME

Dopo aver spiattellato ai quattro venti i difetti di mio marito e dei maschi in generale ( Le cose che odio di te ), ho subìto la vendetta della mia dolce metà…

Un po’ per par condicio e un po’ perché mi ha fatto morire dal ridere, ho deciso di pubblicare il suo articolo denigratorio. Ammetto che qualcosa che corrisponde lontanamente alla verità c’è, ma lui ha decisamente esagerato!! 😉

Buona lettura!

_ . _ . _ . _ . _ . _ . _ . _ . _

    Cara Amore, luce splendente che illumini le ombre delle mie giornate e fai sì che le stelle siano piccole lanterne senza senso, ti dedico queste poche righe di critiche per i tuoi microscopici difetti. Ne elenco solo alcuni, i restanti 8117 li metto a disposizione su Wikipedia:

mary p.gif

LA CHIAVE DEL MISTERO
ovvero di come la borsa di Sara si trasformi ogni giorno in un labirintico sacco della tombola dove manca l’ unico numero vincente: le chiavi!
Ci sono luoghi segreti nel cuore di ogni donna e spesso uno di questi sta appeso a tracolla, più oggetto ornamentale che vero e proprio oggetto d’uso, la borsetta è responsabile del 65% dei divorzi nell’emisfero occidentale e della perdita di 126 milioni di minuti di vita maschile, sprecati ad aspettare la propria compagna mentre inzuppa la mano in mezzo ad un minestrone di oggetti desueti.
Capisco che con la bimba bisogna ricordarsi una miriade di cose, cosí ti svelo un segreto del maestro Confucio: “tu mettele chiavi semple in stessa tasca e chiavi tlovelanno te.” So che sono concetti astratti difficili da introiettare ma attraverso la disciplina e la meditazione potrai riuscire a scalare anche questa montagna.

macchina.jpg

IL NAVIGATORE UMANO: CHE COS’È LA DESTRA? COS’È LA SINISTRA?
Una delle esperienze più traumatiche che ho dovuto affrontare nella vita di coppia è senz’altro  il pericoloso momento in cui io sono al volante e in parte a me c’è il copilota dell’aereo più pazzo del mondo: la mia cara mogliettina.
La tipica scenetta si verifica o in ferie, con l’aggravante della macchina a noleggio, o nella sua città natia, ovvero Brescia. Mentre io ansimo nel traffico tra sensi unici, strani mostri ibridi lombardi , metà incrocio, metà rotonda, schivo selvaggi italiani muniti di Porsche o alla brutta Maserati, lei, rilassatissima, mi dà indicazioni. Io non so se è un enzima che manca al genere femminile o se ė un suo deficit che si trascina dalla prima infanzia, ma puntualmente mi dice: “vai a destra” indicando la sinistra o viceversa, come un tennista ambidestro ubriaco.
Io comincio a caricare la scimmietta del rancore mentre lei, con i piedi scalzi spaparanzati sul cruscotto, continua la sua immaginaria crociera sulla Senna. Nell’arrivare ad un bivio chiedo gentilmente: “tesoro, dimmi dove girare” e lei “gira!!” , sempre puntualmente all’ultimo centesimo di secondo, così che io ho due scelte: tirare dritto e sorbirmi i suoi insulti perché non ho girato, oppure girare di scatto e rischiare di trovarmi una Jaguar nella portiera. Il tutto condito magari dalla bimba nel seggiolino che in questi momenti di solito comincia a guaire. Aaaaiiiutooooo!
Arrivati a destinazione tira giù lo specchietto e si guarda. L’immagine riflessa nel suo cervello è se stessa, ma con le sembianze di un navigatore umano con braccia e gambe, che sorride di un sorriso beffardo che vuol dire: “come sono brava io, com ė maldestro lui!”
Grŕrŕrrrrŕ.

cellu.gif

CERCASI OTORINOLARINGOIATRA
Sarà una malattia moderna, ma io, come quasi tutto il genere umano cellularizzato, se qualcuno mi chiama, mollo tutto e rispondo in un lasso di tempo ragionevole. Lei no. Può essere a casa da sola con la bambina, posso avergli fatto tutte le raccomandazioni della Terra, ma lei al cellulare non risponde. Sarò io ansioso ad immaginarmi che sia scivolata in bagno e giaccia inerme dopo aver sbattuto la testa sul bidè, che una fuga di gas l’abbia stordita (anche se abbiamo l’induzione), o che una rappresentante di aspirapolveri stia per fargli firmare un contratto con il diavolo… Sarò esagerato ma, PER CARITA’, RISPONDI!
Vorrei chiamarla una volta nascosto sotto il lavandino per vederla mentre osserva il povero cellulare gridare aiuto, vibrare, emettere luci  lampeggianti di poliziesca memoria, senza che lei faccia nulla. Argh, che rabbia.

cena.gif

TU MANGIA, FANTOCCI! TU MANGIA!

Sarà la sua sterminata cultura, sarà la sua visione antropologica del mondo, sarà che è della bilancia ma la mia concubina ha una visione della dieta che contrasta con la quasi totalità dei dietologi viventi: per lei la mattina bisogna mangiare come un Frate Francescano. Se prendo un grammo in più dei cereali senza zucchero bio light umpa lumpa kaori comincia a insultarmi come se non ci fosse un domani. La sera il fantasma di Cannavacciuolo che alberga in lei esce fuori e mi sparnazza di gorgonzola le cotiche di lardo di colonnata incitandomi al peccato.
Ancora non ho capito le recondite ragioni di tutto questo ma credo c’entri con le correnti gravitazionali. Non è questa comunque la sola cosa bizzarra riguardo al cibo che turba il nostro rapporto.

cuoricini.gif

DOTT HANNIBAL E MR LECTER
Quando torno a casa per pranzo non devo mai incorrere nel madornale errore di arrivare in anticipo. Ad aspettarmi infatti c’è un mastino Napoletano a cui non danno da mangiare da una settimana pronto ad azzannarmi al primo piccolissimo errore. A stomaco vuoto potrebbe massacrArmi per un qualsiasi commento leggermente negativo o polemico nei suoi confronti.
Lei: “Com’è il risotto?” io: “Ottimo tesoro, degno dell’Artusi, stavo proprio pensando che Masterchef è un po’ come Miss Italia” “perché?”  “Ma si, alla fine ci si iscrive solo chi ha la faccia tosta mentre le più belle e le più brave a cucinare, solo perché peccano di modestia, rimangono a casa a regalare queste perle di alta cucina al palato di una sola persona” “Ah, quindi vuoi dire che sono una codarda, è cosi?” ” No verament..”
Qui prego Gandhi e Il prete in periferia che va avanti nonostante il Vaticano, di darmi la forza di aspettare con compostezza che ingurgiti quel maledetto risotto, lo stomaco si riempia e magicamente… Si trasformi in un mini pony desideroso di coccole. Grazie Dio della buona forchetta, ancora una volta hai salvato il nostro matrimonio.

sherlok.gif

BARBAPAPA’
Non c’è niente che faccia inalberare di più la mia dolce metà, del terribile momento in cui decido di farmi la barba.
Il pensiero che dei poveri e piccolissimi peli vadano ad invadere il bagno e che poi si moltiplichino come dei Gremlins sul pavimento ( prima dolci peluches, poi mostruosi semirettili dai denti aguzzi)  scatena il panico nella sua mente e il terrore nelle sue gambe.
Quando provo ad introdurre l’argomento, prima comincia a dire che rasato sembro un adolescente problematico, che mi si vede la pappagorgia, che perdo tutto il mio già esile fascino, poi arriva al vero grande, immenso problema: i peli che scorrazzano per la casa.
Di solito per onor della quiete famigliare desisto. Però molla una vota, molla due, e mi ritrovo con un look che è un mix tra Tom Henks in Cast Away, un tatuatore Irlandese con la barba cubica e un predicatore del sedicente stato islamico. È a questo punto che decido di sfidare la megera e mi chiudo in bagno. Una volta pronto a qualsiasi tipo di  assedio comincio con le misure cautelari:
1. metto un quotidiano in doppia copia aperto sul lavandino per far atterrare i nemici dell’amore in un posto sicuro
2. preparo l’aspirapolvere Miele con potenza ora resa illegale in Europa per gli elevati consumi
3. mi munisco di asciugamano professionale da parrucchiere
Finalmente, non ascoltando Battiato, accendo il rasoio elettrico e compio il misfatto.
Una volta finito esco di casa, dò fuoco al giornale con i peli, falò modello farenheit 415, mi percuoto ripetutamente il corpo, sventolo nell’aria l’asciugamano, torno dentro, aspiro, passo lo straccio, faccio affogare i peli nel tubo di scarico del lavandino, passo la pezza, risciacquo e finalmente chiudo in punta di piedi la porta del bagno e vado a posizionarmi sul divano.
Mi preparo al controllo dell’agente di CSI che entra nel bagno, spegne la luce e accende il luminol.
Mi preparo ed ecco che sento lo straziante grido della belva umana: “Ho trovato un peloooooo, sei morto!”.

Un Papà (quasi) Anonimo

Annunci

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Maddalena ha detto:

    Oggi vedendo questo: https://m.fancy.com/things/1033822074835044137/Beard-Bib?ref=ffemail
    ho ripensato a voi e mi sono fatta un’altra risata! Siete simpaticissimi! Sia che io che il maritino ci siamo tanto ritrovati nei vostri racconti : D
    Maddalena

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...