Le cose che odio di te

Le donne hanno una marcia in più, si sa. Nonostante abbia acquisito questa consapevolezza anni fa, ci sono delle caratteristiche (chiamiamole così) di mio marito che proprio non mi vanno giù e che ogni volta mi fanno impazzire. Impazzire in senso negativo. Cose che quando accadono mi vien voglia di prendere la porta e lasciare il Paese. Ma il matrimonio è anche trovare dei compromessi e allora mi appiccico un tiratissimo sorriso alla faccia, gli do una pacca sulla spalla e mormoro “non fa niente amore, ora ci penso io” mentre nel mio cervello si sveglia una specie di mostro omicida che urla, agitando i pugni,  “Maledizione! Com’è possibile che sia successo un’altra volta?! Che sei de coccio?? “. Qui di seguito vi propongo alcune situazioni che si svolgono regolarmente in casa mia. Sono sicura che alcuni di questi mali affligeranno anche molte di voi, ma che ce volete fa’… del resto ce li siamo scelti noi.

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  1. IL FINTO CIECO

La cosa che più mi fa arrabbiare e alla quale mai mi rassegnerò è la totale incapacità dell’uomo di vedere le cose. Anche le più palesi ed evidenti. Anche quando la cosa che sta cercando è l’unico oggetto presente nel raggio di chilometri. Questo succede proprio con tutto: capi di abbigliamento, libri, oggetti per la cura personale. A volte  mi viene il dubbio di aver sposato un ipovedente, se non fosse poi che a tavola  riesce a scovare l’ultimo pezzo di pane, nascosto nell’intercapedine tra i piatti sporchi impilati dietro le bottiglie, sull’altro lato del tavolo. Questa caratteristica prettamente maschile resterà per me sempre un mistero.

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2. IL FACTOTUM

Premetto che per motivi lavorativi io e mio marito siamo impegnati soprattutto d’estate e durante l’inverno possiamo permetterci dei periodi di riposo. Lui effettivamente lavora in ufficio quasi ogni giorno, ma chi ha mai provato a fare la casalinga con un cuccioli da accudire, sa che lavorare fuori casa a volte non è uno svantaggio. Anzi. Fatto sta che quando entrambi siamo a casa e potremmo (o dovremmo?) dividerci equamente il lavoro, questo non accade quasi mai. Diciamo che io svolgo il 90% del lavoro e lui il restante 10% e, se vogliamo essere sinceri, neanche poi così bene. Il vero problema, però, è che lui è convinto di fare chissà cosa e dopo ogni minimo sforzo pretende di fare una pausa  rilassante sul divano, telefono alla mano. “Scusa, ma cosa stai facendo? E’ ora di pranzo” “Eh, mi riposo. Sai, ho appena apparecchiato la tavola” “Ma…veramente mancherebbero le posate, i bicchieri e anche i piatti” “Beh, ma io ho messo la tovaglia. Non potresti pensarci tu?”.

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3. TI HO TENUTO LA BAMBINA

Ecco, questa è una delle frasi che più mi fa imbestialire. Come se la figlia fosse solo mia e lui mi facesse un piacere a guardarla qualche minuto al giorno. Guardarla, poi, è una parola grossa. Infatti potrei anche accettare il fatto che mi guarda la bambina, ma quando torno a casa e la trovo incollata alla tv a guardare la settima puntata di Peppa Pig perdo le staffe e, visto che mio marito ha un particolare feeling col cibo, poco prima di cena gli annuncio che “Oh, amore, mi sono preparata il pollo, tu cosa pensi di cucinarti?”. Colpito e affondato.

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4. IL BODY BAGNATO

La mia bambina da qualche settimana non usa più il pannolino e quindi nemmeno il body. Così questa scena mi sarà finalmente risparmiata, ma ho dovuto subirla per due anni e mezzo, almeno una volta al giorno. Nei casi peggiori anche più spesso. Ogni volta che mio marito cambiava la piccola e la lavava le bagnava il body. Ogni singola volta. Non è un dramma, è vero, ma se anche il vostro compagno lo facesse quotidianamente iniziereste a chiedervi se non vi stia nascondendo qualcosa, tipo un abuso di droghe leggere o un serio disturbo dell’attenzione. Oppure che ha semplicemente ha la memoria di un pesce rosso.

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5. L’UOMO CHE ALLATTAVA

No, non sto parlando di quell’uomo indiano che, pur di nutrire suo figlio, è riuscito a farsi venire il latte (sarà vero, poi?). Sto parlando sempre di lui, l’uomo con cui ho deciso di trascorrere la mia vita. Premetto che per quanto riguarda l’allattamento mio marito mi ha sempre appoggiata, ma quando mi vedeva particolarmente stanca si preoccupava per me, ed essendo un tipo molto curioso,  iniziava a cercare  a destra e a manca ogni informazione riguardo allo smettere di allattare. Si interessava alla cosa a tal punto che gli sembrava di dover smettere di allattare lui stesso. Anche al contrario succedeva la stessa cosa. Quando ad esempio ci hanno regalato Un dono per tutta la vita (C.Gonzales) è stato lui il primo ad aprirlo e a leggerlo tutto d’un fiato. Gli è piaciuto così tanto che l’ha letto più volte e con grande attenzione, in particolare è rimasto colpito dal modo in cui allattano i  cervidi. E’ tuttora in grado di parlarne per ore. Una sera ad una festa ho notato che una mia amica restava in disparte in un angolo, con l’aria preoccupata. “Va tutto bene?” “Veramente ho appena parlato con tuo marito di allattamento. Mi ha spiegato tutto quello che fanno le cerve. Senza tralasciare i minimi dettagli.”

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6.LA SHERPA

Provate a fare un conto di tutte le cose che dovete fare prima di uscire di casa per una gita anche solo di qualche ora. Io ci ho provato: innanzitutto vestire la bambina e farle fare la pipì (il che a volte si rivela una vera e propria impresa), controllare che nella borsa del cambio ci sia tutto (perché si sa che i bambini in macchina vomitano. Soprattutto se non avete con voi degli altri abiti), controllare che nella vostra borsa ci sia tutto (fondamentalmente: portafogli, caramelle per corrompere la piccola in caso di crisi improvvise, cerotti con disegni, carta e colori) , prendere la merenda (chissà che non venga fame alla figlia o più facilmente al marito nel bel mezzo del viaggio di mezz’ora che vi attende), infilare in auto sia il passeggino leggero che il marsupio affinchè siate pronte ad ogni tipo di pavimentazione stradale vi si parerà davanti, prendere la spazzatura da buttare, eventuali doni da portare a chi andate a trovare e, occasionalmente, la lista della spesa. Eh sì, quando non si avevano figli era tutto più semplice. Questo problema, però, stranamente non riguarda il marito. Se infatti voi vi state ripetendo da mezz’ora una lista di cose infinita, da cui sicuramente (e giustamente) dimenticherete qualcosa, lui la vive con tranquillità, perchè le uniche cose che deve prendere sono : il cellulare e le chiavi della macchina. Ma non è questo che mi fa arrabbiare, perché, si sa, gli uomini riescono a pensare a una, massimo due cose alla volta. No. La cosa per la quale chiederei il divorzio anche subito è che, una volta usciti di casa, l’uomo aspetta di cogliermi in fallo per criticare l’errore. Mi piacerebbe che una volta pensasse lui a tutto e io solo alle chiavi della macchina. Nel migliore dei casi si dimenticherebbe la borsa del cambio di sua figlia.

Nel peggiore: la figlia.

Poi ci sarebbero quei giorni in cui ha il reffreddore e si piazza sul divano a oltranza senza muovere un solo muscolo, fingendo di delirare per la febbre (che non ha) e richiedendo cure costanti, le cene ai ristoranti più isolati del pianeta in cui si scola una bottiglia di vino per poi farmi l’occhiolino dicendo “tanto guidi tu per tornare a casa, no?”. E le due volte l’anno in cui prepara il pranzo e inizia a criticare tutta l’organizzazione della cucina e della dispensa. Ma queste scenette esilaranti le tengo per la prossima volta…

E i vostri compagni/mariti/fidanzati le fanno queste cose ? O sono anche peggio? 🙂

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5 commenti Aggiungi il tuo

  1. Francesco Corradi ha detto:

    Cara Lemilleeunamamma,

    oggi pomeriggio ricevo da mia moglie un messaggio con il link, lo sguardo si sofferma su – le-cose-che-odio-di-te. Allarme rosso, capisco già dal titolo, ho già letto articoli simili, blog di mamme criticone, già visto.
    Adesso basta.
    Rispondo
    Ed eccomi qui per cercare di parlare in primis a nome mio e in secundis (spero) a nome di tutti i papà ai quali verrà fatto leggere il tuo articolo e la mia risposta.

    Prima di tutto mi presento, sono Francesco ho 30 anni e da 8 mesi insieme a mia moglie Carlotta sono genitore della meravigliosa Adele.
    La mia vita da 8 mesi è cambiata, la nostra vita da 8 mesi è cambiata ed vero, le donne hanno una marcia in più.
    Non lo dico per retorica, davvero, queste parole partono dal cuore e finiscono sul monitor del computer.
    A cominciare dalla gravidanza, 9 mesi sono davvero lunghi e difficili…wow…io non saprei così pazientemente resistere. Per non parlare del parto,davvero, a parti invertire sarei ancora in terapia da uno specialista di quelli bravi.
    Sono stato accanto a mia moglie in tutte le fasi, dal concepimento (yeah), alle visite, al corso pre parto, al parto e adesso sono qui a cercare di essere il miglior marito per Carlotta e il miglio padre per Adele.

    In noi papà devono coesistere molteplici ruoli.
    Avete presente quelle commedie squattrinate dove c’è un attore protagonista e la sua spalla che sparisce dietro le quinte per cambiarsi l’abito e interpretare un altro personaggio?
    Ecco, io mi sento così.
    Sono un papà, premuroso nei confronti di Adele.
    Sono un marito, vicino alle esigenze di mia moglie.
    Sono un professionista, attento sul lavoro.
    La somma di queste cose è Francesco.

    Una piccola parte di tempo è dedicata a me, solitamente nella fascia oraria tra le 23-23.30 fino a quando la palpebra regge.

    Cara lemilleeunamamma lo ammetto, siamo disordinati, ipovedenti, disorganizzati, senza il benché minimo senso pratico ma amica mia, impariamo ad essere genitori ad una marcia più bassa rispetto alla vostra.

    Prima di tutto passiamo meno tempo in casa rispetto a voi (almeno nel mio caso è così) e stai pur certa che se potessi starei a casa io con Adele con Carlotta a lavoro dalle 9 alle 19!

    Poi diciamocela tutta, anche voi avete la vostra dose di responsabilità, volete empatia ma non commiserazione, chiedete aiuto senza chiederlo ad altra voce, volete essere comprese senza farvi comprendere.
    Dite che volete che per una volta sia lui a pensare a tutto, anche se a voi piace pensare a tutto, vi sentite bene pensando a tutto, vi sentite mamme pensando a tutto.

    Cosa dovremmo dire noi quando arriviamo a casa dal lavoro stanchi e bisognosi serenità e affetto e come prima cosa troviamo “Cambia la bambina che oggi è la quinta volta e non ce la faccio più!” che piomba addosso ancora prima di un bacio.
    Non si può dire nulla pensiamo, siete state tutto il giorno con la bimba, cambiarla è il minimo!
    Però poi vi arrabbiate se bagniamo il body.

    Ci volete informati su allattamento, auto-svezzamento, babywearing e genitorialità ad alto contatto, ci consigliate libri e ci fate abbonare a riviste ma su questi argomenti non accettate critiche e osservazioni, l’ultima parola è la vostra.

    L’intraprendenza va bene se coincide con quello che avreste fatto voi, volete criticare ma non essere criticate

    Anche se, in realtà, non siamo poi così male

    Pensa, al corso pre-parto c’è stata una sera dove si veniva divisi in future mamme e futuri papà in gruppi separati e parlando tra di noi è venuto fuori che nessuno dei presenti era lì di sua spontanea volontà, ma in seguito alla decisione della compagna.
    Eppure nessuno di noi ha mai saltato un incontro.

    Portiamo i nostri cuccioli nelle fasce in giro per le strade pieni di orgoglio, ci sentiamo bene se la piccina mangia di tutto e non perde una notte dormendo tra noi due.

    Sappiamo mettere una ring e cambiamo pannolini quasi ad occhi chiusi.

    Facciamo i corsi di distruzione ma scattiamo come dei puma di montagna se sentiamo un colpo di tosse diverso dal solito.

    Ci siamo noi ad abbracciarvi propio quando non ce la fate più ed ingoiamo quelle parole ingiuste dette per frustrazione, anche se ci feriscono come dei coltelli.

    Ammettetelo mamme, siamo dei bravi papà.

    Anche se a volte vi dimenticate che siamo uomini: disordinati, ipovedenti, disorganizzati, senza il benché minimo senso pratico, ma siamo in continua evoluzione,

    Impariamo con voi e da voi.

    Voi meravigliose mogli

    Voi stupende mamme

    Con affetto
    Francesco

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    1. lemilleeunamamma ha detto:

      Ti ringrazio per la tua risposta e ti preannuncio che mio marito e io stiamo preparando un articolo al contrario 🙂 chiaramente il tono del mio post è ironico e non voglio dire che i papà non facciano niente, anzi! Se per un neonato la mamma è fondamentale per una mamma il papà (di suo figlio) è importantissimo!
      Sara

      Mi piace

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