Smettere di allattare: missione compiuta.

Allora, innanzitutto voglio chiarire che mia figlia ha due anni e mezzo e ho smesso di allattarla proprio in questi giorni, quindi guai a chi osi pensare anche solo per un momento che non sono una super convinta promotrice dell’allattamento al seno, come potete leggere in Questioni di latte ! Ma diciamo che, per ‘sto giro, ho già dato!

Qualche mese fa avevo scritto questo post Come smettere di allattare una terribile dueenne in cui parlavo della mio tentativo (fallito) di smettere di allattare, perché proprio non ne potevo più, perché la cosa mi provocava un certo fastidio fisico e pure psicologico. E si sa che se a uno dei due attori in gioco la cosa non va più, allora è inutile e controproducente continuare a farla…

Ma, come sopra, la missione non era andata a buon fine, la piccola non aveva voluto sapere e quindi, punto e a capo.

In questi giorni però qualcosa è cambiato.

Sarà stato che abbiamo fatto un bel viaggetto  in Umbria ed eravamo tutti presi dai posti nuovi da scoprire e dalle bontà regionali da gustare, o sarà stato San Francesco che ha ascoltato le mie preghiere, fatto sta che sono tre giorni che la mia piccola cozza non mi chiede di attacarsi al seno! Insomma, il primo giorno ha accennato alla cosa, ma io l’ho prontamente distratta con qualcos’altro; la sera nel letto poi, mi appoggia la manina sul seno e mi dice che fa le carezze al Lattuccio, ma non vuole più attaccarsi.  Questo per me è un grande traguardo. E lo è ancora di più perché non ho dovuto fare niente, non l’ho guardata piangere disperata fingendo tranquillità per minuti interminabili e non ho nemmeno dovuto progettare mille strategie complicate. Era pronta a lasciare il suo adorato Lattuccio e basta. E’ stata una cosa naturale insomma.

Nei mesi scorsi avevo letto e visto con i miei occhi bambini che si erano staccati da soli dal seno, quando si erano sentiti pronti, ma io non avrei mai e poi mai creduto che sarebbe successo anche a noi! Ero già pronta a lotte e spiegazioni poco credibili. Non potevo immaginare che la stessa bimba che una settimana fa gridava a pieni polmoni “Un goccetto! Solo un goccetto!!” (il goccino, infatti, è stato ultimamente sostituito da goccetto , come se fossimo passati dal latte alla grappa :/ ) ora mi portasse il suo delfino da “allattae pe finta, che è piccolo” e non chiedesse il seno per sè.

Questo ha riconfermato il fatto che ogni bambino ha i suoi tempi e se gli si dà fiducia intraprenderà da solo la strada “giusta”. Senza guerre e lacrime. E vi dico che tutta ‘sta storia mi rende felice, perché per me allattare era diventato davvero pesante, ma non posso nascondere che mi mancherà quell’espressione di assoluta beatitudine sul viso di mia figlia e la sensazione che solo quell’unico e meraviglioso rapporto può dare. Ma il ricordo di tutto ciò resterà sempre impresso dentro di noi. Insomma,

Missione compiuta.

bye bye Lattuccio

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5 commenti Aggiungi il tuo

  1. gabriella ha detto:

    Grazie mille, mi rincuora sentire la tua storia, anch’io ho una bambina di due anni e mezzo e non ne vuole sapere di lasciare la teta, ma in questo momento non me la stento di staccarla perche fa bene anche a me,è un brutto periodo e anche se tante volte mi pesa e mi da fastidio mi scalda il cuore, ero disperata solo all’idea di doverla staccare e passare giorni tra urla e pianti. Quando sarà il momento giusto ci staccheremo entrabe.
    Grazie mille

    Liked by 1 persona

    1. lemilleeunamamma ha detto:

      E’ proprio questo il segreto! Ci facciamo tante paranoie per cercare escamotage e tattiche varie e, invece, a volte la cosa giusta da fare è non fare niente! Mi fa piacere che ti sia stata d’aiuto! Resisti e vedrai che il momento giusto arriverà anche per voi! 🙂 Sara

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  2. Lalablu ha detto:

    Ti ringrazio per aver condiviso la tua storia, mi ha rincuorata pensando di non essere l’unica a vivere momenti tanto impegnativi e pieni di sofferenza a volte… La mia piccola ha diciassette mesi, la allatto ancora a richiesta e da qualche settimana a questa parte sono davvero esausta, mi sento consumata, sto perdendo il gusto e la motivazione necessari per protrarre questo magnifico rapporto a due, che come giustamente hai scritto in precedenza, richiede la presenza di entrambi gli “attori” in scena. Il problema più grande con la mia nocciolina è il suo modo di fare, è irruente, materiale diciamo, mi strattone, graffia mordicchia a volte, quando le cose non vanno come lei vorrebbe. Questo suo atteggiamento ha reso l’allattamento molto difficile per me da sopportare, ma per il suo amore ho cercato sempre di resistere… Ora sono davvero esaurita. Di notte si sveglia, di giorno reclama il latte spessissimo. Urla, tira calci e piange disperata se non viene IMMEDIATAMENTE e dico immediatamente accontentata. Ho ordinato il libro di Gonzalez anch’io… Speriamo possa aiutarmi a scegliere la soluzione migliore e più indolore per entrambe, perché anche se per me è così dura ho tanta difficoltà a pensare di svezzarla. Grazie ancora! Un abbraccio e complimenti per le tue conquiste :))

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    1. lemilleeunamamma ha detto:

      Mi dispiace che tu sia così in difficoltà. Ora, io non so nulla di voi, ma forse la tua bambina è così “nervosa” per qualche altro motivo (magari un cambiamento che a noi adulti sembra minimo ma per un piccolo è una cosa enorme) e lo esprime in questo modo? A volte è davvero impegnativo decifrare i comportamenti dei nostri bambini e i periodi “difficili” fanno parte del gioco. Per fortuna sono solo periodi (per quanto frequenti) e soprattutto quando sono così piccoli come la tua bimba durano davvero poco. Purtroppo ce ne rendiamo conto solo col senno di poi e mentre ci siamo immersi sembrano non finire mai. Spero che le cose si sistemino e Gonzales servirà quanto meno a darti man forte e a rassicurarti, vedrai! Un abbraccio a tutte e due e se avrai voglia di farmi sapere com’è andata scrivimi! Buona fortuna in questa esperienza devastante e meravigliosa 🙂
      Sara

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