Pannolini lavabili: pro e contro

Scusa ma usi i pannolini lavabili?! E perché, se oggi abbiamo la comodità di poter usare gli usa e getta?!

E poi li lavi a mano? Ma che schifo!

E una volta sporchi li lasceresti in un bidone in casa?! Chissà che puzza!

Quante mamme avranno detto o almeno pensato queste cose ! Ognuno è libero di fare le proprie scelte, ovvio. Ma a volte queste scelte possono cambiare se ci si informa un po’ di più e se si riflette sull’impatto che possiamo avere nel mondo e sul futuro dei nostri figli. Rispetto all’uso di pannolini lavabili, negli ultimi anni la cosa è migliorata, per fortuna, visto che gli incontri informativi sono sempre più numerosi e il passaparola tra mamme spesso spinge verso questa direzione . Numerosi comuni italiani, poi, stanno aprendo gli occhi su questo tema, dando incentivi economici a chi decide di usare i lavabili oppure fornendo dei kit gratuiti ai neo genitori.

Ecco i motivi per cui, secondo me, non si può non prendere in considerazione questa scelta

  • I PANNOLINI USA E GETTA INQUINANO. MOLTISSIMO.

Tralasciando l’inquinamento causato dalla produzione di questi pannolini, che non è una cosa da poco, vorrei soffermarmi sulla massa di rifiuti non biodegradabili prodotti dall’uso degli u&g.

La prima volta che ho sentito parlare di pannolini lavabili mi è stata mostrata un’immagine  simile a questa

u e g non dico che questa foto sia reale, ma se pensiamo a quanti pannolini vengono utilizzati da un bambino nei suoi primi tre anni di vita, possiamo immaginare che la realtà non sia molto diversa (è stato calcolato che in media un bimbo utilizza 5000 pannolini!). Pensate a tutti i bambini della vostra città e pensate che ogni bambino produce una montagna simile di rifiuti non riciclabili in tre anni . Non vi fa impressione?! A me sì, e molto anche. Teniamo poi conto del fatto che questi rifiuti contengono materiale organico potenzialmente nocivo per il pianeta.

In un rapporto Unesco del 2008 si legge:

“I pannolini monouso, a causa della loro particolare composizione e del contenuto di residui organici, rappresentano una delle tipologie di rifiuto più difficili da gestire e smaltire. Una volta finiti in discarica necessitano di circa 450 anni per decomporsi e possono essere causa di contaminazioni del suolo e delle falde acquifere.” 

tratto da Via il pannolino! Elena Dal Prà, Il Leone Verde, pp. 123-124

sicuramente anche produrre  e utilizzare i lavabili avrà qualche impatto a livello di inquinamento, ma non mi sembra che ci sia paragone.

  • GLI USA E GETTA SONO PRODOTTI CON SOSTANZE CHIMICHE SCONOSCIUTE

Qual’è la composizione di quei pannolini super assorbenti, che non lasciano scappare una goccia di liquido nemmeno se ci scoli la pasta? Boh. Sulle confezioni non c’è scritto niente. Sui siti delle case di produzione nemmeno. Strano, no? Un indumento che sta a contatto con la pelle dei nostri figli ventiquattro ore al giorno per circa tre anni e non ci dicono di cosa sia fatto non mi ispira molta fiducia. Provate a cercare la composizione dei pannolini. Io non l’ho trovata. Sui siti delle grandi marche di usa e getta si legge di “gel super assorbente” “fibre simil-tessili“, ma perché non specificano di cosa si tratta?

Per quanto riguarda i pannolini lavabili, invece, la composizione è sempre indicata (almeno per le marche di cui io sono in possesso). E inoltre si può scegliere fra vari tipi di tessuti più o meno ecologici in base all’impatto ambientale che si vuole avere e al tipo di tessuto che preferiamo mettere a contatto col sederino dei nostri pargoli.

  • I PANNOLINI LAVABILI FANNO RISPARMIARE

Secondo Altroconsumo:

una famiglia che usa pannolini usa e getta spende tra i 419 e gli 845 euro in un anno, mentre per quanto riguarda i lavabili, hanno stimato che tra acquisto e spese di lavaggio si spende tra i 250 e i 330 euro. ( pannolini lavabili: come usarli perché inquinino meno )

Certo, questi dati cambiano in base al modo in cui i pannolini vengono utilizzati e soprattutto lavati. Ad esempio la spesa si riduce notevolmente se i pannolini vengono lavati insieme ad altri indumenti (ad esempio lenzuola o biancheria intima) in lavatrice a pieno carico, se si lavano a temperature basse (bastano 30°-40°) e con poco detersivo, se si evita di usare l’asciugatrice e si lasciano invece asciugare all’aria aperta. Senza contare che l’utilizzo dei lavabili riduce il rischio di arrosamenti e quindi rende inutile tutta la sfilza di creme e cremine varie (altro risparmio). Inoltre bisogna tenere in considerazione il fatto che se si scelgono i modelli a taglia unica allungabili con appositi elastici o bottoncini, i pannolini lavabili possono essere utilizzati per tutti i tre anni del bambino e poi passati anche ad eventuali fratellini o addirittura rivenduti per essere riutilizzati da altri bambini.

Se si vuole risparmiare ulteriormente, infatti, si trovano anche pannolini usati. Sui social network, ad esempio, ci sono numerosi gruppi di eco-mamme specializzati nello scambio di questo tipo di prodotti. Alcuni siti, inoltre, propongono una sorta di kit noleggio, da restituire una volta che il bambino abbia smesso di usarlo.

  • NE ESISTONO MOLTI MODELLI

Chi si avvicina al mondo dei lavabili per la prima volta potrebbe avere difficoltà a districarsi nel labirinto dei vari modelli e dei diversi materiali. In effetti esistono tanti tipi di pannolini, ma vale la pena fare uno sforzo per conoscerli, provarli e capire qual’è il modello migliore per il nostro bambino. Questa varietà costituisce comunque un vantaggio, perché ognuno, in base alle fattezze e alle caratteristiche del proprio bambino può trovare il modello più adatto, e addirittura cambiarlo nel corso della crescita.

Secondo me la cosa migliore da fare è acquistare dei campioni di diversi modelli, provarli e poi decidere di fare una spesa più consistente quando si è trovato il modello ideale. Ciò non significa spendere milioni per comprare decine e decine di pannolini, ma non cadere nemmeno nella trappola dei kit da 20 pannolini per risparmiare qualche euro per poi doverli accantonare e tornare agli usa e getta.

Ecco un articolo sui vari tipi di lavabili, sul loro utilizzo e lavaggio Guida alla scelta e all’uso dei P.L.

  • I PANNOLINI LAVABILI PUZZANO… COME GLI USA E GETTA

E’ vero, a volte quando si apre il secchio dei pannolini ne fuoriesce una ventata  di ammoniaca che ti fa perdere i sensi! Ma ricordo che quando mia figlia era neonata e usavamo gli usa e getta , dal bidone della spazzatura non usciva un odore migliore. Senza contare che questo veniva aperto molto più spesso!

Esistono comunque dei sistemi per arginare il problema. Innanzitutto ricordarsi di chiudere bene il secchio, spargere del bicarbonato sul fondo o inserire nel cestino una pezza bagnata con qualche goccia di tea tree oil.

  • PER I PANNOLINI LAVABILI SERVE PIù LAVORO

Sicuramente chi sceglie di usare i lavabili è consapevole del fatto che questi vanno messi in lavatrice, vanno stesi e ritirati dallo stendibiancheria. Io penso che ne valga la pena e comunque, potendoli lavare insieme alle altre cose, non richiedono uno sforzo eccessivo. Capita, è vero, di fare una lavatrice solo per loro, ad esempio quando sono nel bidone da un paio di giorni, oppure quando hanno bisogno di uno strippaggio (lavaggio a 60° senza detersivo per togliere cattivi odori causati da eventuali depositi di sapone nelle fibre), ma mi sembra che il gioco valga la candela.

  • E’ UNO SPORCO LAVORO E SE LO POSSO EVITARE…

La cosa che reputo come la più grave controindicazione in assoluto all’utilizzo dei lavabili è sicuramente il dover togliere i “residui solidi” dal pannolino, prima di stoccarlo nel secchio. A volte avrei voluto buttare tutto il pannolino nella spazzatura pur di non dover staccare quella roba puzzolente e nauseabonda, lo ammetto. Fortunatamente mia figlia ha iniziato presto a fare la cacca nel vasino. Sì, ma anche lì serve qualcuno che la getti via e pulisca i residui. Quindi il problema rimane e finchè non imparerà ad usare soltanto il water è meglio mettersi il cuore in pace e una molletta sul naso.

Comunque anche per questo problema c’è una soluzione. Esistono infatti dei veli raccogli feci da inserire nel pannolino a contatto con la pelle del bambino. Queste veline possono essere buttate nel water, in quanto biodegradabili, ma pure lavate in lavatrice e riutilizzate. E lo sporco lavoro non lo deve più fare nessuno!

  • “E QUANDO ESCO? MICA MI POSSO PORTARE IN GIRO TUTTA ‘STA ROBA?”

Per ovviare a questo problema esistono due soluzioni, anzi tre.

La prima è costituita dalle wet bag, ossia delle borse in PUL in cui inserire i pannolini sporchi se si è fuori casa, impermeabili e che non fanno fuoriuscire odori. La stessa funzione la può fare anche un comunissimo sacchetto di plastica, basta chiuderlo bene! E ricordarsi di toglierlo dalla borsa una volta arrivati a casa…

La seconda soluzione prevede l’utilizzo di inserti usa e getta da attaccare al pannolino, come un assorbente da donna gigante, che si può buttare via al momento del cambio. Ne vendono anche di biodegradabili.

La terza è… utilizzare gli usa e getta quando si sta per ore fuori casa! Non muore nessuno se a volte ci serviamo del nemico 😉

sono le abitudini che fanno la differenza, non di certo le eccezioni!

  • I PANNOLINI LAVABILI SONO BELLISSIMI

In un mondo sempre più incentrato sull’apparenza, bisogna stare attenti anche a quello che si indossa sotto  giacche, abiti e body! 😉 Se credete che i pannolini con pulcini e orsetti in mongolfiera siano deliziosi, questi vi faranno impazzire!

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Si capisce, insomma, che per me i pro valgono molto più dei contro! Visto come stanno le cose a livello di ambiente e inquinamento, secondo me, non possiamo permetterci di mettere la testa sotto la sabbia e continuare a fare come abbiamo sempre fatto, senza porci domande e senza metterci in discussione. Per il nostro bene e per quello dei nostri bambini.

E voi? Cosa ne pensate?

 

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