Lettera ai nonni da parte di una mamma

Si sa che la nascita di un bambino sconvolge la vita dei genitori, ma anche (e forse pure di più) quella dei nonni. Quando nasce il nipotino i neo-nonni smettono di essere quelli che sono sempre stati e vanno completamente fuori di testa. Sembra che l’unica cosa che vogliono sia stare con il piccolo, cullarlo, “viziarlo” e soprattutto dare consigli alla neo mamma. Vorrei dire ai neo genitori, ma secondo la mia esperienza  è la mamma che viene riempita di suggerimenti in ogni campo, mentre il papà per i primi giorni (mesi, anni) volteggia per la casa con la testa avvolta da una bolla di sapone, come se non avesse ancora capito bene cosa sta succedendo. Forse sarebbe lui ad avere bisogno che gli dicano cosa deve fare 😉

Le critiche e i consigli, a volte richiesti, a volte meno, sono spesso causa di attrito tra i nonni e le mamme. Pure la divisione dei due ruoli non è sempre chiara. E’ per questo che vorrei esprimere il mio personale punto di vista (da mamma) sulla situazione, senza dare giudizi o regole. Alcune delle situazioni descritte le ho vissute in prima persona, altre no e mi sono basata sui racconti di amiche o di esperienze lette sul web. In particolare l’idea mi è venuta dopo aver letto una lettera scritta da una nonna in un forum. Questa è la mia risposta.  Voi vi ci ritrovate? C’è qualcosa che aggiungereste?

“Cari nonni, sono una mamma che ha da poco avuto la sua prima figlia e, come è giusto che sia, ho bisogno di aiuto e sostegno. Ho bisogno di conoscere il mio cucciolo e lui di conoscere me ed è per questo che devo avere la possibilità di stare da sola con lei, in tranquillità, senza essere continuamente disturbata da visite di amici e parenti di cui non conoscevo nemmeno l’esistenza. Quando mi sentirò pronta sarò io la prima a voler presentare con orgoglio la mia creatura al resto del mondo.

Ho letto da qualche parte che in alcune società, la donna, dopo aver partorito, viene coccolata per alcuni giorni e le altre donne di casa (potrebbero farlo pure gli umini, eh) si occupano delle faccende, di cucinare e di lasciare a madre e figlio il tempo di conoscersi l’un l’altro. So che non viviamo in una società tribale e che la famiglia allargata (purtroppo o per fortuna) è scomparsa da decenni, ma mi farebbe piacere che qualcuno mi aiutasse nei doveri pratici, e mi lasciasse riposare e dedicarmi completamente alla mia piccola. Non voglio trasformare nessuno nella mia sguattera, ma non ho nemmeno bisogno che qualcuno mi tenga la bambina mentre a me lasciano i mestieri.

Non so ancora nulla di allattamento, o almeno non in pratica, e se tu nonna hai avuto un’esperienza fallimentare non ho bisogno dei tuoi racconti catastrofici, perché in un periodo così delicato, in cui sono molto fragile e vulnerabile, non ci vuole nulla per farmi perdere la fiducia in me stessa. Inoltre negli ultimi decenni il discorso sull’allattamento al seno è completamente cambiato e io non ho bisogno di sentirmi dire ciò che i pediatri dicevano alle madri cinquant’anni fa. Ho bisogno di essere consigliata da qualcuno di veramente esperto, che mi infonda fiducia in me stessa e mi aiuti a superare eventuali problemi.

Devo essere io adecidere che tipo di “approccio” userò con mia figlia. Se vorrò tenerla in braccio 24 ore al giorno, o se preferisco lasciarla un po’ sola nella sdraietta perché mi lasci il tempo di andare in bagno. Voi nonni avete avuto l’opportunità di crescere i vostri figli. Questa è la mia occasione. E se sbaglierò qualcosa e cambierò tattica o se entrerò in contraddizione, lasciatemi fare, perché è dagli errori che si impara.

Non riempite mia figlia di giocattoli e cose inutili, da accatastare in un ripostiglio. Le voglio insegnare il valore delle cose e non voglio che diventi una persona che ha tutto e non desidera più niente. So che il vostro ruolo è viziare i nipotini, ma non credo che questo si riferisca a cose materiali. Potete viziarli di coccole e attenzioni, di passeggiate e storie. Lasciate i giocattoli a pile sugli scaffali, fanno felici solo voi nel momento in cui li comprate e presto verranno dimenticati.

Caro nonno, mi dispiace se alla tua epoca essere un padre affettuoso e attento non era una cosa da uomo e hai dovuto delegare tutto a tua moglie. Ma adesso è il nostro turno e non ci interessano le tue critiche su come dormiamo la notte o su come dobbiamo rimproverare nostra figlia. Tu ora hai il tuo ruolo di nonno, che è quello della figura velata di magia, che racconta storie favolose e insegna ai nipotini cose che la mamma e il papà non sanno fare. Non trascurarlo, perché è un ruolo importante e i bambini lo sanno.

Non datemi consigli se non ve li ho chiesti. Certo, se mi vedete dubbiosa o in difficoltà chiedetemi se qualcosa non va. Spesso ho solo bisogno di qualcuno che ascolti i miei dubbi e che mi aiuti a trovare da sola la soluzione. Nessuno chiede consigli a chi li offre senza che ce ne sia il bisogno. Se sarò in difficoltà sarò io a chiederne. Per quanto possa essere sicura di me stessa, è il bene di mia figlia quello che mi sta più a cuore e non credete che sia così stupida da anteporvi il mio orgoglio.

Per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio, ma ricordatevi che questa non è una gara. Ognuno deve ricoprire il suo ruolo e lasciare gli altri liberi di agire nel bene dei piccoli. Perché è di questo che si tratta. Di dare il meglio di noi stessi per costruire il nostro e il loro futuro. Meglio ancora se lo facciamo insieme. “

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