Questioni di LATTE 2 . Come smettere di allattare una terribile dueenne

E’ da due anni e qualche mese che allatto mia figlia. A richiesta, senza se e senza ma. Certo, a volte è stata dura, ma non ho mai mollato. Ho sempre pensato che fosse giusto così e la cosa è proseguita molto spontaneamente fino a qualche settimana fa, quando alla piccola è venuta l’influenza. Devo dire che negli ultimi mesi, l’idea di smettere di allattare mi era balenata più volte nella mente, perché la cosa a volte mi dava fisicamente fastidio (soprattutto di notte) , ma poi, tra una cosa è l’altra, non ci avevo neanche provato.

Si sa che quando i bimbi si ammalano necessitano più che in ogni altro momento delle cure della mamma. Ed ecco che la piccola si trasforma in una sanguisuga che non mi molla più. Io la coccolerei volentieri anche 24 ore su 24, ma il mio seno chiede pietà. Al mio minimo tentennamento, tipo quando le propongo di leggere un bel libro, o di bere un po’ di latte di riso, la piccola cozza inizia a urlare come una posseduta “un goccino! Un goccino di lattuccio!”.

( Sì, perché il mio latte, seno compreso, si chiama “lattuccio” e l’unità di misura è il “goccino”. Nel bel mezzo della notte si sente un frusciare di coperte, dei passetti felpati e una voce che mi urla nell’orecchio: “GOOOCCINO!”. Finito il primo round è la volta de “L’ALTRO!”. E poi di nuovo tutti a dormire. )

A questo punto non ne posso davvero più. Soprattutto per quanto riguarda la notte. Ogni tre per due sento una manina che mi tocca e  una voce che mi ordina “Goccino!” e io che mi rotolo in continuazione come una foca per riuscire ad allattarla da sdraiata nei due centimetri di letto che mi sono rimasti. BASTA!!

COSA NON FARE:

Guarita la piccola io e mio marito (che in queste scelte è sempre molto presente, almeno per quanto riguarda la teoria…) cerchiamo ovunque possibili soluzioni per smettere di allattare in modo soft. Ossia senza che lapiccola ne soffra troppo. Del resto ha già due anni. Poveri illusi!

Ecco che i commenti e i consigli iniziano a piovermi addosso: dal curioso “Vedrai, tra poco il latte andrà via da solo” all’ever green “Ma come?! Ne hai ancora?!”, tutti, ma proprio tutti, hanno qualcosa da dire al riguardo. Ma ormai sono mamma da due anni e queste cose non mi fanno più nè caldo nè freddo.

Spinta dall’esasperazione decido, con molto (e scoprirò poi giusto) scetticismo, di scegliere per un’operazione rapida e istantanea. D’ora in poi basta lattuccio. Lo spiego a mia figlia, riciclando un’idea letta su internet. ” Piccola mia, ormai sei grande e il mio latte non ti serve più. E’ venuta una fatina che mi ha detto che lo porterà ai bimbi più piccoli, che possono bere solo quello e che, così, diventeranno belli e intelligenti come te!”.

Sguardo indagatore con il piccolo sopracciglio alzato; sembra pensare “Ma questa stramaledetta fatina proprio a me deve venire a togliere il latte?! E questi neonati chi sono e cosa vogliono??”. Ecco che la piccola inizia ad arricciare il naso e ad aprire la bocca nella tipica smorfia che precede la catastrofe, il suo viso diventa rosso, poi viola, i pugni si chiudono e ruggisce, piangendo, “GOOOOOCCINO! VOGLIO UN GOCCINOOOO!”.

Seguono un paio di giorni da panico, in cui la piccola non sorride più, non gioca mai da sola, e alterna periodo di mammismo totale e sfrenato a urla e pianti inconsolabili. Mi sembra che da dueenne si sia trasformata in un’adolescente. E per giunta incazzata col mondo. O per lo meno con me. Ma il vero problema si presenta la notte. Si sveglia la prima volta, reclama il  goccino, che le viene negato, piange qualche minuto e si riaddormenta incollata a me. Dopo un paio d’ora si risveglia, di nuovo chiede il lattuccio, alla nuova negazione inizia a piangere come una pazza e non smette finché non sono costretta al alzarmi e ad accendere la tv sui Teletubbies. Ebbene sì. Non nascondo che me ne vergogno un po’ e che non mi fa piacere raccontarlo, ma nei rari casi in cui mia figlia di notte si sveglia piangendo e non c’è modo di consolarla (a volte nemmeno il lattuccio funziona) i Teletubbies sono l’unica cosa che riesce a calmarla. Secondo me sono stati studiati da menti diaboliche in grado di ipnotizzare i bambini. Non so voi, ma io di notte non riesco a ragionare e pur di dormire a volte farei qualunque cosa. Anche questa 😦

Il giorno successivo e la notte trascorrono nello stesso modo. Io non ne posso più di vederla così, ma il pensiero di averla attaccata al seno mi fa venire da piangere e allora, sotto consiglio dell’uomo di casa, non cedo.

La mattina successiva trovo davanti alla porta di casa un libro : “Un dono per tutta la vita” di Carlos Gonzales, che parla proprio di allattamento. La zia di mio marito me l’ha lasciato lì, con un segno proprio nella parte in cui parla di “svezzamento”. La salvezza.

Gonzales, che non è proprio l’ultimo arrivato, consiglia di agire in modo graduale, avverte che sarà faticoso e che per togliere il latte ad un bimbo che ancora lo vuole, servono impegno e costanza. Negli altri capitoli del libro parla, inoltre, dell’importanza dell’allattamento e leggerlo mi dà di nuovo forza e mi fa sentire una persona speciale, che ha fatto finora qualcosa di importante per la propria figlia. (Eh, già, ogni tanto c’è bisogno di sentirselo dire…)

COSA FARE:

Decido allora di tornare sui miei passi. Per non apparire proprio pazza e schizofrenica agli occhi di mia figlia, le spiego che la fatina è tornata e mi ha detto che, siccome Micol soffre molto per la mancanza del lattuccio, può berlo ancora un paio di volte al giorno.

Decido di allattarla prima di dormire, alle 9, e la mattina appena sveglia, se me lo chiede. Le faccio vedere il numero 9 sull’orologio e lei sembra capire al volo. Oh, vi giuro che da quel momento la mia bimba è tornata la chiacchierona allegra che è sempre stata e, udite udite, non ha più chiesto il lattuccio così tante volte e con tanta foga. Come consigliato da Gonzales, cerco di prevenire la richiesta stando molto tempo con lei, provando a farla distrarre in ogni modo (con i giochi, ma anche chiedendole di aiutarmi a fare le faccende domestiche, tipo stendere i suoi calzini, o mescolare l’impasto per la torta). Gonzales diche inoltre che, una volta che il bimbo chiede il latte, non ha senso negarglielo perché difficilmente si lascerà convincere. Io ci provo e devo dire che spesso si lasca coinvolgere in qualche altra occupazione, e la storia dell’orario l’ha proprio convinta. A volte mi dice “ma sono le nove!Guarda!” e poi ridacchia e si lascia coccolare o la porto a mettere il pigiama, prendendola con mooolta calma, finché non giunge la fatidica ora.

Insomma, questa mia esperienza mi ha fatto capire che:

. se il bambino non è pronto* è impossibile smettere di allattare dal giorno alla notte, quindi armarsi di pazienza e pensare ad un progetto a lungo termine è la strada giusta;

. smettere di allattare un bimbo grande è faticoso e richiede un grande impegno perché, per evitare la richiesta, bisogna impegnare il bambino in attività che lo distraggano. Per quanto riguarda la notte, smettere di allattare non significa che il bambino smetterà di svegliarsi. Fino ai tre anni circa i risvegli sono fisiologici, quindi mettiamoci il cuore in pace;

. non sempre si può sostituire il latte materno con surrogato. Chiedete a mia figlia del latte di riso che tentavo di propinarle in ogni momento e della fine che faceva ogni volta il biberon :/ .

Questa è semplicemente la mia esperienza e non un elenco di dogmi o sicurezze inopinabili. Se avete voglia di scrivermi la vostra esperienza, anzi, leggerò le vostre storie con molta curiosità e magari ne trarrò anche spunto!

Per la cronaca, adesso allatto la mia bimba 1 o massimo 2 volte durante la giornata e una volta la notte. Insomma, sono sulla buona strada! Io ho amato moltissimo allattare e ne vado fiera ma penso che adesso per me sia giunto il momento di smettere. Non è un consiglio che do alle altre mamme e non penso che i due anni siano una data di scadenza, ma semplicemente per me le cose stanno così! Ad ognuna la libertà di scegliere ciò che è meglio per il proprio bimbo, ma anche per se stessa!

*alcuni bambini, smettono di prendere il latte materno di colpo, senza problemi e senza soffrirne. Lo giuro, ne ho conosciuti! Come in ogni altro campo ogni bimbo hai suoi tempi. Questa, secondo me, è l’unica vera regola d’oro!

P.S. Alla fine è successo! Ho smesso di allattare anche io ! :O  (Missione compiuta )

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5 commenti Aggiungi il tuo

  1. daniela ha detto:

    Ciao! Mi è piaciuto davvero leggere il tuo articolo, e anche missione compiuta!
    Sono più o men o nella tua situazione, ho un bimbo di quasi 2 anni che non puo stare senza seno…
    Da una parte vorrei smettere perche lo vedo grande e comincia a diventare pesante di notte, dato che si sveglia per ciucciare anche 7 o 8 volte… È nel letto con noi…
    Dall altra Pero vorrei che fosse una cosa naturale e che parta da lui…
    Quindi ti ammiro, e ti invidio anche un po’ perche ce l hai fatta! 😁😁😀

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    1. lemilleeunamamma ha detto:

      Grazie Daniela! Ormai mia figlia ha quasi quattro anni e mi sembra abbia smesso di volere il mio latte da un secolo :0 in compenso sto allattando la piccola di tre mesi. .. è dura, richiede impegno, è vero! Ma se pensi che il tempo vola e a tutto ciò che ne guadagnate entrambi è inutile dire che ne vale la pena! Sarebbe bello averlo sempre in mente ,soprattutto quando sei costretta alle posizioni più assurde per allattare mentre dormi e daresti tutto l’oro del mondo per continuare a sognare!! Ma che te lo dico a fare 😉
      Sara

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  2. Valentina ha detto:

    Stessa identica situazione,la mia bambina farà 2 anni a luglio,e di smettere di poppare non ne ha nessuna intenzione,ma io sono disperata.per me sta diventando un pensiero fisso, anche perché avendo altri 2 figli,nel giro di 5 anni sono stata 3 volte incinta più 18 mesi di allattamento a bambino.ma con questa (la terza figlia) è dura davvero.sto seriamente pensando di lasciarla 3 o 4 notti dai nonni.a mali estremi.. estremi rimedi.non vedo l’ora di poter esclamare anch’io la tua ultima frase.

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