Questioni di LATTE

“Tutte le mamme producono il latte giusto e nella giusta quantità per il proprio bambino. Solo in rarissimi casi interviene qualche fattore che rende l’allattamento impossibile”     Ostetrica Silvia

L’allattamento al seno, uno dei temi più discussi fra neo mamme e non.

Tutti hanno la loro opinione sull’allattamento: la nonna, la suocera, la vicina di casa, il giornalaio, tutti. E nessuno si tira indietro dal dare consigli non richiesti sul tema o per lo meno dallo sguinzagliare i commenti a caso, lasciando la madre nella confusione più totale.

Prima che mia figlia nascesse io non avevo la minima idea di cosa avrei fatto. Non avendo frequentato nessun corso preparto e non avendo amiche o conoscenti con figli piccoli non sapevo che pesci pigliare e, sinceramente, non mi ponevo nessun problema. Ho letto un paio (ehm…decine, in realtà) di libri sulla gravidanza e l’allattamento che però offrivano ognuno un punto di vista discordante e vivevo in una bolla di euforia da ormoni e di nebbia totale. Non so se anche a voi è capitata la stessa cosa, ma leggendo qua e là e ascoltando le opinioni di molti, mi sembra che fra tutti gli argomenti legati ai neonati l’allattamento sia quello più ricco di contraddizioni. Persino i pediatri non sono d’accordo tra loro. C’è chi dice che bisogna allattare a richiesta, chi ogni tre ore, chi da entrambi i seni per ogni poppata (che brutto nome “poppata”, poi) , chi prima uno e poi l’altro, che fino ai tre mesi, chi fino ai tre anni, chi  nella posizione “palla da basket”, chi in quella da ping pong, sedute, sdraiate, in piedi, in obliquo.

Secondo la mia modesta opinione da allattatrice incallita, se una mamma non ha particolari problemi, esigenze o vattelappesca, allattare è il modo in assoluto migliore per nutrire il proprio cucciolo di uomo dal giorno zero fino a quando serve. O fino a quando entrambi vogliono o ce la fanno. Già, perché allattare è faticoso, serve buona volontà e sacrificio, ma è un’emozione inescrivible e impagabile, che solo la mamma che allatta e il bimbo che viene allattato possono capire. Quindi ben vengano i consigli e le opinioni di chi ne sa, ma tutti gli altri possono cucirsi la bocca e farsi una borsa di cxxxi loro.

Quindi ho deciso di stilare un elenco di cose sull’allattamento che mi sarebbe piaciuto sapere prima di avere la mia bambina e che ho imparato sulla mia pelle. Visto che non ne ho le competenze e che ormai tutti sanno che il latte materno è il meglio del meglio per i piccoli uomini, evito il pippone scientifico sull’aspetto nutrizionale e medico e lascio la parola agli esperti.

Non è mia intenzione giudicare (bene o male) chi ha deciso o non ha potuto allattare il suo bambino. Io parlo della mia esperienza e rispetto chi ne ha avuta una diversa.

ALLATTARE E’ UNA COSA MERAVIGLIOSA

Sì, qualunque cosa se ne dica, il rapporto che si crea durante l’allattamento è una cosa magica ed irripetibile ed ogni mamma ed ogni bambino dovrebbero poterne godere. Quando si allatta si ha la sensazione di essere indispensabile per qualcuno più che in ogni altro momento e questo è bellissimo. E’ poi un’esperienza talmente unica ed indescrivibile che solo provandola si può comprendere appieno.

ALLATTARE E’ FATICOSO

Quando vi sarete appena sedute a tavola per gustare le lasagne che la nonna ha preparato apposta per voi, o quando, dopo giorni di vivosoloperilmiopargolo, siete riuscite a entrare nella doccia e vi sarete spalmate con soddisfazione il balsamo per tentare di districare settimane di nodi, e sentirete il piccolo urlare disperato come se per giorni l’aveste lasciato a morire di fame in una spoglia e fredda mangiatoia (e invece avete vissuto come uno scoglio con la sua piccola cozza sempre incollata al seno) l’unica cosa che desiderete sarà urlare al padre del piccolo o alla nonna o al primo passante “MALEDIZIONE, DATEGLI QUEL MALEDETTO BIBERON E FATELO STARE ZITTO!”.

E invece uscirete dalla doccia con i capelli insaponati oppure vi siederete sul divano a guardare gli altri ingozzarsi di ragù e besciamella mentre vi dicono “E’ un peccato mangiarle fredde, queste lasagne sono deliziose!”, e tornerete al vostro ruolo di scoglio umano pensando tra voi “fino ai sei mesi?! te lo scordi caro mio… domani vado a comprare il Lactosuper +”. Poi vi soffermerete a guardare quelle guancette microscopiche che si gonfiano come un mantice e l’espressione da Buddha sul viso di vostro figlio e capirete che ne vale la pena. Anche quando le vostre amiche mamme organizzeranno quella pizzata tra donne a cui non potrete andare perché il vostro bambino richiede ancora la presenza delle vostre tette, anche quando dovrete rinunciare al cinema, al week end tra colleghi e al concerto di Tiziano Ferro perché non potrete mollare bambino e biberon a qualcun’altro.

Altro inconveniente: durante i primi mesi di allattamento è bene girare con delle coppette assorbilatte incollate al reggiseno se non volete correre il rischio di essere iscritte , vostro malgrado, al concorso miss MagliettaBagnata. Eh già, non è bello. Ci sono diversi tipi di coppette, anche lavabili. Nonostante io sia una convinta sostenitrice di aggeggi lavabili (pannolini, assorbenti etc) per gli inizi consiglierei le usa e getta perché sono più assorbenti, il che non guasta  quando si perdono ettolitri di latte.

Poi ci sono le ragadi, gli ingorghi e le mastiti. E il dolore tremendo, e la fabbre, e la zia di vostro marito che viene a mungervi per sgorgarvi, e il puzzolente impacco di verza e tutto il resto. Non è detto che queste cose succedano, ma c’è la (probabile) possibilità. L’importante è non farsi prendere dal panico, non gettare la spugna e mettersi nelle mani di qualche ostetrica o di qualche consulente all’allattamento che vi possa aiutare seriamente. E ,se serve, prendere qualche medicinale che vi possa guarire. E’ brutto, ma non è una tragedia, un sacco di mamme ci sono passate e hanno continuato ad allattare i propri figli. Sarebbe falso però dire che sono tutte rose e fiori. Come ogni cosa allattare ha i sui lati positivi e quelli negativi.

 ALLATTARE E’ LA COSA PIU’ NATURALE DEL MONDO

Dall’alba dei tempi la specie umana è sopravvissuta grazie all’allattamento materno. O per lo meno non sono ancora stati ritrovati fossili di biberon o latte in polvere risalente all’età della pietra. Tutte sappiamo che se un neonato verrà lasciato libero di muoversi sopra il petto nudo della madre molto probabilmente raggiungerà il capezzolo e inizierà a succhiare. O forse no…

 ALLATTARE NON E’ LA COSA PIU’ NATURALE DEL MONDO

Può succedere -e succede- che il bambino non sappia attacarsi al seno nel modo corretto e abbia bisogno di un aiuto per imparare come si fa. E’ meglio informarsi prima per evitare la comparsa delle -giustamente- temutissime ragadi , o comunque per assicurarsi che l’allattamento inizi nel modo migliore. Sento che molte madri non riescono a superare queste prime difficoltà e smettono di allattare il proprio figlio dai primi giorni di vita. Ecco, con un po’ di giusta informazione questo si potrebbe evitare in molti casi. Anche perché, purtroppo, non sempre le ostetriche che incontriamo in ospedale dopo il parto hanno una corretta formazione al riguardo e possono essere le prime a disincentivare l’allattamento naturale.

INUTILE PIANIFICARE

Nel senso che nessuno può sapere esattamente come o per quanto tempo allatterete vostro figlio. Io ero convinta che avrei allattato fino ai sei mesi (obiettivo che tra l’altro mi sembrava assurdo e irraggiungibile). Bene. Mia figlia ha due anni e non riesco più a scollarmela di dosso. Mai avrei pensato di riuscire ad allattarla così a lungo. Anzi, fino all’anno scorso una donna che allattasse il figlio di più di una anno evocava in me scene del genere:

Lysa-Robin-Arryn

Per chi non conoscesse Game of Thrones  questa è l’immagine di una donna decisamente pazza che tra le altre cose è superipermega protettiva verso il figlio di quasi dieci anni che ancora viene allattato al seno. Una scena piuttosto famosa che ha suscitato negli spettatori disgusto e ribrezzo. La storia dell’allattamento prolungato mi metteva i brividi, insomma. Beh, devo dire che ciò era dettato dalla mia ignoranza in materia. Spesso si sente dire che le madri che allattano bimbi non proprio neonati lo fanno perché sono un po’ possessive, strane, fricchettone e perché no, anche un tantino pervertite. Di solito chi lo dice non ha mai allattato. Molte volte chi lo dice è addirittura sprovvisto di materia prima in quanto uomo.

Chi ha allattato il proprio figlio per più di sei mesi di solito non si pronuncia ,o lo fa in difesa di queste povere pazze-a cui mi unisco anche io. Ora, se fosse una cosa innaturale chi mi spiega perché la produzione di latte non cessa al compimento del sesto mese o all’acquisto del primo omogenizzato?

Tutto ‘sto pippone per dire che non si sa come andranno le cose, ma se doveste arrivare ad allattare a lungo come me capirete che non c’è niente di strano o di premeditato, che le cose vanno così perché è la natura che lo vuole. Poi ci sono i bambini che a sei mesi rifiutano il seno e quelli che a due anni lo reclamano come se fosse ossigeno. Nei forum di mamme-mucche alcune si lamentano perché il figlio non vuole più attaccarsi, altre perché il bambino ha cinque anni e non vuole saperne di staccarsi. Difficile e controproducente dire chi ha ragione e chi no, chi sbaglia e chi l’azzecca. Ogni coppia madre-figlio, così come ogni famiglia, è unica e va bene seguire linee guida e consigli, ma ognuno deve adattare la teoria alla propria esperienza idividuale.

SE SI HA QUALCHE DUBBIO O PROBLEMA E’ MEGLIO RIVOLGERSI A QUALCUNO DI VERAMENTE ESPERTO

Dopo aver partorito mia figlia chiamai l’ostetrica che mi aveva seguito durante tutta la gravidanza e questa mi chiese se volevo fissare un incontro in cui avremmo parlato di allattamento. Accettai. E devo dire che fu una scelta azzeccata. Mi insegnò ad allattare da sdraiata, cambiandomi la vita, visto che così potevo sonnecchiare mentre la piccola si faceva gran pranzi,cene e merende. La stessa ostetrica che mi assisteva in ospedale subito dopo il parto mi aveva dato qualche dritta molto concreta sul come fare ad allattare e mi spronava a continuare a provare. Successivamente, quando, per la mia felicità mi venne la mastite, un’amica di mia madre mi mise in contatto con una ragazza che faceva la consulente in materia e anche questa con qualche consiglio mirato riuscì ad aiutarmi non poco. In questa occasione ogni donna che riusciva ad intercettarmi nella sua traiettoria mi riempiva di consigli e soluzioni a volte anche assurde o addirittura pericolose…

Ecco, questo per dire che a volte l’esperienza delle nonne, delle madri o anche solo di chi ha già avuto figli non è sempre d’aiuto e che è meglio chiedere pareri a chi ha studiato (possibilmente recentemente) queste cose e ci lavora.

Mia nonna mi racconta spesso che lei non ha allattato nessuno dei suoi quattro figli per la scarsità del suo latte. Addirittura il pediatra la osservò mentre allattava, probabilmente scuotendo la testa e pronto a propinarle la marca di latte in povere più in voga al momento. Quando me lo racconta mi dispiace che sia andata così, e non è azzardato pensare che in quegli anni il latte in polvere andasse di moda e fosse visto come una sostanza “all’avanguardia” e migliore rispetto al latte materno.

Oggi fortunatamente le cose stanno diversamente e si sa che nessun latte artificiale può eguagliare quello materno. Tutto ciò che riguarda una cosa così importante e delicata dovrebbe essere di dominio pubblico o comunque dovrebbe essere parte di una serie di conoscenze che le donne si tramandano dall’alba dei tempi, ma purtroppo non è così e a volte una mamma alle prime armi ha bisogno di sentirselo dire…

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. annamamma ha detto:

    Bravaaa! Io mi ricordo ancora il tuo “tutte le mamme hanno il latte!” in risposta al “non sai se avrai latte” di mia madre. Mi è rimasto come monito. Siamo a 10 mesi e mezzo e non ho alcuna intenzione di smettere prima della maggiore età. ovviamente ne ho già sentite parecchie, ma chissene.
    A&N

    Mi piace

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